PER NON DIMENTICARE UN MAESTRO : ENZO ERRA, UN UOMO, UNA VITA, UN'IDEA

Convinto fascista sin da ragazzo, nel 1943 fugge da Napoli all'arrivo degli anglo-americani e raggiunge Roma, dove si arruola, a soli 17 anni, tra gli allievi ufficiali della Repubblica sociale italiana. Terminato il corso, entra nella divisione San Marco della R.S.I.

mercoledì 15 marzo 2017

“ Ero nell’ ultimo camion della colonna tedesca che lasciava Napoli e non ho sentito sparare nemmeno il  tappo di una bottiglia. Forse i cosiddetti  partigiani, dopo essersi ben assicurati che non ci fosse nemmeno più un teutonico in giro, si sono abbandonati a quattro giorni di festeggiamenti o, peggio, di vendette personali contro persone meno difese di loro”
(Enzo Erra, Napoli 1943, le quattro giornate che non ci furono)


“Enzo Erra fu il leader carismatico della corrente dei “Figli del Sole” nel Raggruppamento giovanile del MSI degli anni cinquanta; corrente alla quale partecipai io stesso (poco piú….giovane di Lui di due anni), reduci entrambi dal combattimento nella RSI.
Enzo Erra fu un politico audace, intuitivo, coraggioso. Oratore fascinoso, brillante, scrittore intelligente e perspicace, è autore di opere storiche e concettuali che marcano un mito nel pensiero alternativo della destra radicale. Con lui perdo un camerata, protagonista di una verde stagione giovanile, spregiudicata, indimenticabile, vissuta allegramente contro il “politicamente corretto”.
Onore ad un combattente indomito, un italiano vero in un mondo di italioti.”
Prof. Primo Siena


Enzo Erra Napoli, 7 luglio 1926 – Roma, 21 settembre 2011
Convinto fascista sin da ragazzo, nel 1943 fugge da Napoli all'arrivo degli anglo-americani e raggiunge Roma, dove si arruola, a 17 anni, tra gli allievi ufficiali della Repubblica sociale italiana. Terminato il corso, entra nella divisione San Marco della RSI. Rischia la fucilazione a Magenta dopo il 25 aprile 1945, ma riesce a sopravvivere e a raggiungere Napoli.
Qui aderisce in un primo momento all'Uomo Qualunque, ma allaccia già contatti con ambienti neofascisti. Nel 1947 si trasferisce a Roma e s'iscrive al Movimento Sociale Italiano, nel quale si mette presto in luce come uno dei più brillanti esponenti del Raggruppamento giovanile. Nel 1948 fonda con Pino Rauti ed Egidio Sterpa la rivista "La Sfida". Legato al filosofo spiritualista Massimo Scaligero, cultore del pensiero di Rudolf Steiner, entra poi in contatto con Julius Evola, del quale diventa allievo
Eletto membro della direzione nazionale al Congresso giovanile missino del marzo 1949, chiede al partito di assumere una linea intransigente e contesta le posizioni moderate della dirigenza. Per due volte, nel maggio 1949 e nel luglio 1950, occupa con i militanti del suo gruppo la sede nazionale del MSI. Terminata l'esperienza della "Sfida", fonda nel 1950 la rivista "Imperium", che ospita diversi interventi di Evola e Scaligero.
Arrestato nel gennaio 1951 nell'ambito dell'inchiesta che porta al cosiddetto processo dei FAR (Fasci d'azione rivoluzionaria) viene assolto nel novembre del 1951 insieme a Rauti e numerosi altri giovani attivisti di destra. Raggiunge un accordo con i vertici del MSI, entra in direzione al III Congresso dell'Aquila (luglio 1952) e nel settembre 1952 viene eletto segretario del Raggruppamento giovanile missino. Al IV Congresso del MSI (Viareggio, gennaio 1954) promuove con Pino Romualdi ed Ernesto De Marzio una corrente di destra per contrastare la sinistra missina di Ernesto Massi, che interpreta il fascismo come una forma di "socialismo nazionale", e il centro moderato di Augusto De Marsanich, Arturo Michelini e Giorgio Almirante.
Dopo alterne vicende nel novembre 1956, al V Congresso missino di Milano, Erra si schiera al fianco di Michelini (eletto segretario nell'ottobre 1954) nello scontro all'ultimo voto con Almirante. Più tardi però contesta la decisione di Michelini di concludere un nuovo accordo con lo stesso Almirante. Agli inizi del 1958 si dimette dal MSI per fondare con Nicola Foschini il Movimento Nazionale Italiano, che si presenta alle elezioni politiche insieme al Partito Monarchico Popolare dell'armatore napoletano Achille Lauro. Erra però non viene eletto alle politiche del 1958.
Rientrato nel MSI alla fine degli anni ottanta, tra il 1990 ed il 1992 fu sostenitore del suo vecchio sodale Rauti, divenuto segretario nazionale del MSI e resta anche in AN fino alla svolta di Fiuggi.
Aderì coerentemente nel 1995 al Movimento Sociale Fiamma Tricolore, senza mai nulla rinnegare, senza mai tradire quella fedeltà all’Idea che era la sua bandiera. 
Nel 1954 lascia la segreteria giovanile del MSI e assume la condirezione del settimanale "Lotta Politica", organo ufficiale del MSI, che però viene chiuso nel 1955.
Nel 1958 lascia per un lungo periodo la politica attiva, dedicandosi esclusivamente al giornalismo. Lavora quindi per i quotidiani "Roma" di Napoli e "La Notte" di Milano, per i quali per anni è cronista parlamentare e notista politico. Nel 1979 collabora con la rivista della Nuova Destra "Elementi". Negli ultimi venti anni pubblica numerose opere di storia e di politica.

LE SUE OPERE :
Il cappotto di Napoleone (1988).
Napoli 1943 - Le quattro giornate che non ci furono (1993).
Le radici del fascismo (1995, 1998).
La repubblica di via Rasella (1999, con Francesco Caroleo Grimaldi).
La sindrome di Fiuggi (2003).
La patria che visse due volte. Il fascismo e l'Italia dal 25 luglio al 25 aprile (2004). 
Dove vanno le ideologie? (2005).
L'Italia nella luce e nell'ombra (2007).


9 Novembre 1954 congresso di Viareggio del M.S.I.
Si riconosce al centro Enzo Erra

- Nacque a Napoli il 7 luglio del 1926, giovanissimo volontario della Repubblica Sociale Italiana, fu in seguito politico, giornalista , intellettuale e militante nell’intero dopoguerra. Convinto fascista sin da ragazzo, nel 1943 fuggì da Napoli all'arrivo delle truppe anglo americane per raggiunge Roma, dove si arruolò, a 17 anni, tra gli allievi ufficiali della Repubblica Sociale Italiana. Terminato il corso, entrò nella divisione San Marco rischiando la fucilazione a Magenta dopo il 25 aprile del 1945, ma riuscì a sopravvivere e a raggiungere Napoli. Aderì in un primo momento all'Uomo Qualunque, ma allacciò contatti con ambienti neofascisti. Nel 1947 si trasferì a Roma e si iscrisse al Movimento Sociale Italiano, nel quale si mise presto in luce come uno dei più brillanti esponenti del Raggruppamento giovanile. Nel 1948 fondò insieme a Pino Rauti ed Egidio Sterpa la rivista "La Sfida". Legato al filosofo spiritualista Massimo Scaligero, cultore del pensiero di Rudolf Steiner, entrò poi in contatto con Julius Evola, del quale divenne allievo. Eletto membro della direzione nazionale al Congresso Giovanile del Movimento Sociale Italiano nel marzo del 1949, chiese al partito di assumere una linea intransigente e contestando le posizioni moderate della dirigenza. Per due volte, nel maggio del 1949 e nel luglio del 1950, occupò, con i militanti del suo gruppo, la sede nazionale. Terminata l'esperienza della "Sfida", fondò nel 1950 la rivista "Imperium", che ospitava diversi interventi di Julius Evola e Egidio Scaligero. Nel gennaio del 1951 fu arrestato nell'ambito dell'inchiesta che portava al cosiddetto processo dei Fasci d'azione rivoluzionaria e poi assolto nel novembre del 1951 insieme a Pino Rauti e numerosi altri giovani attivisti di destra. Raggiunse un accordo con i vertici del Movimento Sociale Italiano, entrando in direzione al terzo Congresso dell'Aquila, nel luglio del 1952, e nel settembre del 1952, fu eletto segretario del Raggruppamento Giovanile Missino. Al quarto Congresso di Viareggio, nel gennaio del 1954, promosse con Pino Romualdi ed Ernesto De Marzio una nuova corrente di destra per contrastare la sinistra missina di Ernesto Massi, che interpretava il fascismo come una forma di "socialismo nazionale", e il centro moderato di Augusto De Marsanich, Arturo Michelini e Giorgio Almirante. Dopo alterne vicende nel novembre 1956, al quinto Congresso di Milano, Enzo Erra si schierò al fianco di Arturo Michelini, eletto segretario nell'ottobre del 1954, nello scontro all'ultimo voto con Giorgio Almirante. Più tardi però contestò la decisione di Arturo Michelini di concludere un nuovo accordo con lo stesso Almirante. Agli inizi del 1958 si dimise dal Movimento Sociale Italiano per fondare con Nicola Foschini il Movimento Nazionale Italiano, che si presentò alle elezioni politiche insieme al Partito Monarchico Popolare dell'armatore napoletano Achille Lauro. Enzo Erra però fu eletto alle politiche del 1958. Nello stesso anno lasciò per un lungo periodo la politica attiva, dedicandosi esclusivamente al giornalismo. Lavorando per i quotidiani "Roma" di Napoli e "La Notte" di Milano, dove per anni fu cronista parlamentare e notista politico. Nel 1979 collaborò con la rivista della Nuova Destra "Elementi". Negli ultimi venti anni pubblicò numerose opere di storia e di politica quali il Cappotto di Napoleone, Napoli 1943 – le quattro giornate che non ci furono, Le radici del Fascismo, La Repubblica di via Rasella, La sindrome di Fiuggi e L’Italia nella luce e nell’ombra. Rientrò nel partito alla fine degli anni ottanta, tra il 1990 ed il 1992 fu sostenitore del suo vecchio sodale Pino Rauti, divenuto segretario nazionale del Movimento Sociale Italiano restando anche in Alleanza Nazionale fino alla svolta di Fiuggi.


ROMA NOVEMBRE 1963 ENZO ERRA PARLA CON ROBERTO MIEVILLE

Era nato a Napoli nel 1927, in tempo per aderire alla RSI ed arruolarsi nella Guardia Nazionale Repubblicana. Scampato fortunosamente ai massacri della primavera del 1945, rientrò clandestinamente a Napoli per organizzare i locali nuclei dei Fasci d’Azione Rivoluzionaria. Nel dicembre del 1946 fu presente all’incontro per la fondazione del MSI e nel 1947 si trasferì a Roma, per dedicarsi anima e corpo all’attività politica. Nel 1948 fu fondatore e direttore della rivista La sfida, prima di una serie di sue pubblicazioni che hanno contribuito alla rifondazione e all’aggiornamento della cultura del Novecento italiano.


Nel 1949, insieme con Pino Rauti, Fausto Gianfranceschi, Clemente Graziani, Silvio Vitale, Paolo Andriani, Silvio Adorni, Giano Accame, Roberto Melchionda, Fausto Belfiori e Fabio De Felice costituì la corrente dei cosiddetti figli del sole. Nel 1950 fondò Imperium, la più importante e prestigiosa rivista dell’area neofascista e laboratorio in cui si formarono i più brillanti studiosi dell’area. Nelle pagine di Imperium Erra pubblicò un articolo, Stile, che ai nostri giorni si legge come la profezia dell’umiliante fallimento a destra:



«Abbiamo dovuto affrontare l’unico, vero pericolo, che potesse minacciare la vita della nostra Idea. La guerra perduta, le stragi, le persecuzioni non hanno nulla potuto contro di essa. Nulla potrebbero se si ripetessero in futuro, anche aggravandosi fino a stroncare fisicamente tutti i suoi assertori. Il pericolo, l’unico, il vero, era ed è nel tradimento interno; nel tradimento sottile, ammantato di retorica e di apologia, rivestito di parole scintillanti e di splendidi gesti. Un tradimento che può spingere il suo pugnale fin dove la spada del nemico non potrà mai giungere: nello spirito della rivoluzione».



Erra alludeva al circolo dei retori che, prima di mandare avanti un Gianfranco Fini, avversarono Erra e i suoi collaboratori, costringendoli a rinunciare a una promettente attività politica. L’emarginazione di Erra e l’emigrazione dei figli del sole fu un beneficio per la cultura neofascista, un danno irreparabile per la politica missina, che avvizzì appollaiata sui rami secchi della retorica e del velleitarismo.



Di Enzo Erra rimangono, a futura memoria, gli scritti conservati nelle collezioni delle sue riviste. E i suoi libri: Italia luci e ombre, Napoli 1943: le quattro giornate che non ci furono, L’inganno europeo, Il cappotto di Napoleone, Le radici del fascismo, La Patria che visse due volte, La sindrome di Fiuggi. Opere dalle quali si può e si deve ricominciare



MILANO NOVEMBRE 1956 
 SCRUTINIO AL CONGRESSO NAZIONALE DEL MSI - AL CENTRO ENZO ERRA


Abbiamo dovuto affrontare l’unico, vero pericolo, che potesse minacciare la vita della nostra Idea. La guerra perduta, le stragi, le persecuzioni non hanno nulla potuto contro di essa. Nulla potrebbero se si ripetessero in futuro, anche aggravandosi fino a stroncare fisicamente tutti i suoi assertori. Il pericolo, l’unico, il vero, era ed è nel tradimento interno; nel tradimento sottile, ammantato di retorica e di apologia, rivestito di parole scintillanti e di splendidi gesti. Un tradimento che può spingere il suo pugnale fin dove la spada del nemico non potrà mai giungere: nello spirito della rivoluzione».
(Enzo Erra - 21 settembre 2011)
Napoli 26/09/2011 “ADDIO ENZO,CHE LA TERRA TI SIA LIEVE!”
Napoli: nella notte tra il 26 e 27 settembre i militanti dell’associazione H.M.O. hanno ricordato Enzo Erra,importante gionalista e scrittore italiano morto il 21/09/2011 all’età di 85 anni.
Enzo nasce a Napoli il 7/7/1926,nel 1943 all’età di 17 anni si arruola come ufficiale nelle file della RSI.
Dopo la guerra aderisce in un primo momento all’Uomo Qualunque. Nel 1947 si trasferisce a Roma e s’iscrive al Movimento Sociale Italiano, nel quale si mette presto in luce come uno dei più brillanti esponenti del Raggruppamento giovanile. Nel 1948 fonda con Pino Rauti ed Egidio Sterpa la rivista “La Sfida”. Legato al filosofo spiritualista Massimo Scaligero, cultore del pensiero di Rudolf Steiner, entra poi in contatto con Julius Evola, del quale diventa allievo.
Eletto membro della direzione nazionale al Congresso giovanile missino del marzo 1949, chiede al partito di assumere una linea intransigente e contesta le posizioni moderate della dirigenza. Per due volte, nel maggio 1949 e nel luglio 1950, occupa con i militanti del suo gruppo la sede nazionale del MSI. Terminata l’esperienza della “Sfida”, fonda nel 1950 la rivista “Imperium”, che ospita diversi interventi di Evola e Scaligero.
Arrestato nel gennaio 1951 nell’ambito dell’inchiesta che porta al cosiddetto processo dei FAR (Fasci d’azione rivoluzionaria) viene assolto nel novembre del 1951 insieme a Rauti e numerosi altri giovani attivisti.
Nel 1958 lascia per un lungo periodo la politica attiva, dedicandosi esclusivamente al giornalismo. Lavora quindi per i quotidiani “Roma” di Napoli e “La Notte” di Milano, per i quali per anni è cronista parlamentare e notista politico.
Autore di straordinarie opere storico-politiche da” Napoli 1943 – Le quattro giornate che non ci furono “(1993) a
“La sindrome di Fiuggi” (2003) sino a “L’Italia nella luce e nell’ombra” (2007).Uomo simbolo 
della coerenze e dell’intransigenza ideale.